La dislessia corrisponde ad un disturbo della lettura che si esprime attraverso un’ alterata efficienza nella correttezza e rapidità esecutiva del materiale letto.
Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento di bambini che alla fine della scuola primaria non presentano una fluidità nella lettura e nella scrittura. Le attuali ricerche tuttavia hanno portato pochi risultati, causando un atteggiamento pessimistico verso il trattamento della dislessia o DSA in genere.
L’uso del termine “Disturbo Specifico di Apprendimento”, DSA, si riferisce a difficoltà specifiche di lettura, scrittura e calcolo considerando la dislessia evolutiva come il disturbo prototipico e più rappresentativo dell’intera categoria, anche se in realtà questi tre tendono spesso ad associarsi.

 

La ricerca scientifica di due medici portoghesi: il Dr. Da Cunha, fisiatra e il Dr. Da Silva, oftalmologo ha portato ad un nuovo approccio per la cura della dislessia e disortografia. Questo passa attraverso una ricerca incentrata sullo studio del sistema propriocettivo, che ha dato importanti risultati clinici e terapeutici.
Secondo i due ricercatori, l’incapacità a rimanere concentrati durante la lettura, accompagnata da posture scorrette e dolorose dipenderebbero da come i nostri sensori (occhi, orecchie, lingua, piedi e pelle) ricevono gli stimoli dall’esterno e li trasmettono al cervello che rielabora le informazioni ricevute in informazioni posturali e cognitive.

 

La ‘staratura’ di questo sistema sarebbe la causa principale di problemi di postura e di disturbi specifici di apprendimento. La dislessia in particolare sarebbe un fenomeno strettamente correlato alla cosiddetta sindrome da deficit posturale o propriocettiva caratterizzata da un’eziopatogenesi multifattoriale. L’obiettivo del protocollo riabilitativo studiato dai due medici è quello di “ritarare” e sviluppare la propriocezione del paziente, ovvero la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e degli oggetti intorno a sé.
Durante la valutazione del bambino dislessico, oltre a compensare l’eventuale difetto visivo, il professionista tenderà a comprendere come il paziente percepisce la realtà circostante.
Questo nuovo approccio terapeutico è molto promettente e i risultati possono essere sorprendenti. I professionisti di Opto-Vision collaborano con il Dt. Da Silva, recandosi periodicamente nella città di Lisbona per lavorare nella sua clinica, in modo tale da comprenderne meglio le dinamiche terapeutiche. A sua volta, il professore fa visita allo studio Opto-Vision per condividere i protocolli di lavoro. L’adozione di questo nuovo approccio terapeutico può avere ulteriori sviluppi e la clinica Opto-Vision è lieta di accogliere chiunque voglia approfondire il metodo per un’eventuale valutazione clinica.

 
 

Relazione redatta da DR. Francesco Fanottoli, psicologo, optometrista, consulente presso Centro OPTO-VISION S.r.l., via Tunisi , 118D, 10134 TORINO – tel: 011-3190228 – cell: 3358089498.
 

Per un maggiore approfondimento sul nuovo approccio terapeutico per la dislessia e la disgrafia visita il blog del dottor Francesco Fanottoli.