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Esame della vista per patente di guida

Presso il nostro Studio è possibile effettuare i nuovi esami della vista e test richiesti per il conseguimento della patente di guida (secondo il DGPREV Prot. N. 0017798-P-25.07.2011 emanato dal Ministero della salute) su prescrizione oculistica:

Acuità visiva

acuitaPer acuità visiva si intende la capacità di distinguere nitidamente due simboli sottesi da un determinato angolo visivo e risulta essere inversamente proporzionale alla dimensione della più piccola immagine retinica distinguibile. Il test che permette di indagare tale abilità del sistema visivo è di rapida e semplice esecuzione. Al soggetto viene richiesto, monocularmente ed indossando la massima correzione possibile, di individuare almeno 3 su 5 dei caratteri più piccoli che gli vengono presentati. I caratteri presentati corrispondono ad un’acuità visiva che va da 1/10 a 12/10. L’illuminamento sull’ottotipo deve stabilirsi intorno ai 300 lux (range di tolleranza 270-1100 lux) con un contrasto di Weber tra lettere e sfondo non inferiore all’85%. Per i candidati del gruppo 1 (patente A, B, B+E), in caso di visione binoculare, è richiesta la lettura dei 2/10 con l’occhio peggiore e dei 5/10 con il controlaterale; in caso di visione monoculare è richiesta la visione degli 8/10. Per i candidati del gruppo 2 (patente C, C+E, D, D+E) è richiesta la visione dei 4/10 con l’occhio peggiore e degli 8/10 con il controlaterale.

Sensibilità al contrasto

contrastoMisura la capacità della retina di percepire le differenze di illuminazione fra un oggetto e lo sfondo. Pur in presenza di un’acuità visiva perfettamente normale, la funzione visiva può risultare compromessa a causa di una ridotta sensibilità al contrasto. Per l’esecuzione del test il soggetto viene posto a 3 metri dalla tavola ottotipica (o dispositivo elettronico equivalente). L’illuminazione ambientale durante il test dev’essere tale da garantire sulla tavola valori di illuminamento intorno ai 300 lux (range di tolleranza 200-400 lux). Al soggetto viene richiesto, binocularmente ed indossando la massima correzione possibile, di riconoscere due lettere su tre con il minor contrasto possibile. Per i candidati del gruppo 1 (patente A, B, B+E) è richiesta l’individuazione della tripletta corrispondente al valore logaritmico di 1,20 pari ad un contrasto del 6% (0,063). Per i candidati del gruppo 2 (patente C, C+E, D, D+E) si richiede la lettura della tripletta che corrisponde al valore logaritmico di 1,50 che indica una soglia di contrasto pari al 3% (0,031).

Visione Crepuscolare

crepuscoloTale test va ad indagare come il sistema visivo reagisce in condizioni di bassa luminosità (visione mesopica o crepuscolare). Un’acuità visiva fotopica (in condizioni di alta luminosità) nella norma non necessariamente si accompagna ad un’adeguata visione in condizioni di scarsa luminosità. L’ambiente nel quale si svolge il test dev’essere oscurato al fine di ottenere un’illuminazione di 1 o 2 lux, con illuminamento misurato sulla tavola otto tipica compreso tra 0,8 e 1,2 lux. Il soggetto viene fatto adattare al buio per un tempo pari a 10 minuti; successivamente si procede alla misurazione, binocularmente, dell’acuità visiva iniziando da 1/10. Per i candidati del gruppo 1 (patente A, B, B+E) si richiede la visione di 1/10. Per i candidati del gruppo 2 (patente C, C+E, D, D+E) si richiede la lettura del 2/10.

Sensibilità all’abbagliamento

abbagliamentoIl fenomeno dell’abbagliamento si può definire come il disturbo dovuto all’eccessivo contrasto di luminanza tra il compito visivo e lo sfondo, all’eccessiva intensità luminosa della sorgente o qualora si inserisca nel campo di osservazione una fonte di luce con luminanza notevolmente maggiore della media delle sorgenti reali o apparenti presenti nel campo; esso crea una perdita temporanea della visibilità. Per l’esecuzione del test si utilizzano due lampade poste ad 1 metro di distanza a destra e a sinistra dal centro della tavola ottotipica (posizionata a 3 metri dal soggetto), con emissione luminosa da 900 a 1200 lumen, tali da consentire un’illuminazione da 400 a 500 lux. L’illuminazione ambientale prima dell’accensione delle due lampade deve produrre sulla tavola ottotipica un illuminamento pari a 300 lux. Al soggetto, a seguito dell’accensione di entrambe le lampade, viene richiesto, binocularmente, di riconoscere i caratteri pari ad 1/10 o 2/10. Per i candidati del gruppo 1 (patente A, B, B+E) è richiesto di individuare correttamente almeno i due terzi delle lettere presentate pari a 1/10 nel tempo massimo di 1 minuto. Per i candidati del gruppo 2 (patente C, C+E, D, D+E) viene richiesta la lettura di almeno i due terzi dei caratteri pari a 2/10 nel tempo massimo di 1 minuto.

Tempi di recupero dall’abbagliamento

recuperoPer l’esecuzione del test, oltre alla tavola ottotipica o dispositivo elettronico programmato e tarato, si utilizza una sorgente luminosa in grado di produrre un illuminamento di 200 lux a 20 cm quando è in posizione ortogonale rispetto al sensore del luxmetro. Durante la fase di adattamento al buio, della durata massima di un minuto, l’ambiente deve essere oscurato, mentre durante la lettura dei caratteri lo sfondo dell’ottotipo e l’ambiente circostante devono produrre sulla tavola stessa un’illuminamento pari a circa 300 lux. Il test si esegue monocularmente facendo indossare al soggetto la massima correzione possibile e, ai fini del giudizio, si prende in considerazione il risultato migliore. Trascorso il tempo di adattamento al buio, si occlude un occhio e si pone la sorgente luminosa a 3 cm dall’occhio scoperto per 10 secondi, invitando il soggetto a fissarla. Rimossa la sorgente abbagliante si riaccendono le luci e si chiede al soggetto di leggere istantaneamente la riga corrispondente ai 2/10 per i candidati del gruppo 1 (patente A, B, B+E) nel tempo massimo di 1 minuto e la riga pari ai 4/10 per i candidati del gruppo 2 (patente C, C+E, D, D+E) nel tempo massimo di 30 secondi. Si considera letta la riga se viene riconosciuto il 50% dei caratteri presentati. Si considera il risultato raggiunto dall’occhio migliore.

Campo visivo computerizzato

campo-visivoIl campo visivo è la porzione dello spazio che ci circonda percepibile senza effettuare movimenti né della testa né degli occhi. Un esame clinico particolare permette al medico Oculista di valutare l’estensione e soprattutto l’efficienza del campo visivo del paziente. Si tratta di un metodo d’esame, studiato per la valutazione del campo visivo dei due occhi, che attribuisce un’importanza funzionale diversa alle varie aree del campo visivo. Infatti, esso parte dal presupposto che, nell’ambito delle attività quotidiane, alcune zone sono più importanti di altre: una perdita di visione periferica può compromettere le capacità visive di una persona nell’ambiente, facendola muovere con minor sicurezza. Invece, un danno centrale costituisce un gravissimo ostacolo al suo rendimento visivo. I punti esaminati nel corso dell’esame, hanno una distribuzione precisa: essi non sono disposti uniformemente su tutta l’area visiva, ma sono disseminati su di una griglia binoculare (che esamina contemporaneamente i due occhi, così come si trovano naturalmente). Ad ogni punto viene assegnato un valore e la somma di questi valori numerici costituisce un punteggio, il quale non sarà tanto più alto quanto più numerosi sono i punti visti, ma sarà direttamente proporzionale alla localizzazione spaziale di tali punti.

La documentazione rilasciata dovrà essere sottoposta al giudizio del medico monocratico che verificherà l’idoneità alla guida.