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Dislessia e disgrafia: un approccio terapeutico attraverso l'optometria

Dislessia e disgrafia: un approccio terapeutico attraverso l'optometria

Tuo figlio fatica a leggere ad alta voce, salta le righe, confonde lettere simili o tiene la penna in modo strano quando scrive? Se queste difficoltà si ripetono nonostante l'impegno e la buona volontà, potrebbe non trattarsi semplicemente di distrazione o pigrizia. Dislessia e disgrafia sono condizioni reali, riconosciute clinicamente, e oggi esistono percorsi terapeutici efficaci che includono anche la valutazione e il trattamento optometrico.

Presso Opto-Vision a Torino, in Via Tunisi 118, il Dott. Francesco Fanottoli — optometrista, posturologo e laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche — si occupa da anni di questi disturbi con un approccio che integra la visione funzionale all'interno di un percorso multidisciplinare.

Cosa sono dislessia e disgrafia

La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) che riguarda la lettura: chi ne soffre fatica a decodificare le parole scritte in modo fluido e accurato, indipendentemente dall'intelligenza o dalla qualità dell'istruzione ricevuta. La disgrafia riguarda invece la scrittura: si manifesta con una grafia irregolare, difficoltà nel mantenere la direzione sul foglio, fatica a coordinare il gesto grafico.

Entrambe le condizioni fanno parte della famiglia dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), insieme alla disortografia e alla discalculia, e possono presentarsi in modo isolato o in combinazione nello stesso individuo — condizione definita tecnicamente "comorbilità".

È importante sottolineare che dislessia e disgrafia non sono legate a deficit di intelligenza né a problemi emotivi o motivazionali. Sono disturbi neurobiologici con una componente genetica riconosciuta, che richiedono una valutazione specialistica e un percorso di supporto adeguato.

Il legame tra visione e disturbi dell'apprendimento

Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha chiarito in modo sempre più preciso il ruolo che la funzione visiva gioca nei DSA. Non si tratta di un rapporto di causa-effetto diretto — la dislessia non è causata da un difetto visivo — ma di una relazione di interferenza che può aggravare significativamente le difficoltà del bambino.

Il Prof. Henrique da Cunha ha proposto negli anni '70 il concetto di Sindrome da Deficit Posturale (SDP): un'alterazione dell'equilibrio tonico muscolare che deriva da un disturbo nel sistema di ricezione e integrazione delle informazioni sensitive e propriocettive. In questo quadro, dislessia e disgrafia si caratterizzano per alterazioni funzionali a carico dei muscoli oculomotori, che tendono a essere de-sincronizzati tra loro, generando una instabilità visiva responsabile della mancata fluidità nella lettura e nella scrittura.

Il sistema propriocettivo — che garantisce stabilità, equilibrio, coordinazione e corretta esecuzione dei movimenti — raccoglie segnali da occhi, bocca, orecchie, piedi e muscoli per inviarli al cervello. Se questi segnali sono incongruenti, le risposte cerebrali saranno errate, con conseguenti problemi di postura e difficoltà di apprendimento.

Il ruolo dell'optometrista nella valutazione

La diagnosi di dislessia e disgrafia spetta agli specialisti delle psicopatologie dell'apprendimento — logopedisti, neuropsichiatri infantili, psicologi — e non all'optometrista. Tuttavia, l'optometrista svolge un ruolo fondamentale nella valutazione delle componenti visive che possono interferire con l'apprendimento.
In particolare, l'optometrista può:


Compensare le condizioni refrattive (miopia, ipermetropia, astigmatismo) che impediscono al bambino di ottenere un'immagine nitida della lavagna o del libro
Esaminare i problemi visivi funzionali che ostacolano l'acquisizione efficiente delle informazioni visive: controllo della motilità oculare, accomodazione, visione binoculare
Migliorare l'efficienza visiva nelle attività da vicino (20–50 cm), che sono quelle più coinvolte nella lettura e nella scrittura
Valutare le abilità percettive coinvolte nei processi di letto-scrittura
Trattare le disfunzioni visive che possono impedire o ostacolare il normale processo di apprendimento

Come sottolinea il Dott. Fanottoli: "Il training visivo optometrico non tratta direttamente i disturbi di apprendimento, ma si rivolge ai problemi visivi, funzionali e percettivi, che possono ridurre il potenziale d'apprendimento del bambino."

L'approccio terapeutico: lenti prismatiche e rieducazione posturale

A fronte di una valutazione positiva, l'optometrista può intervenire con strumenti specifici. Il principale è la realizzazione di occhiali con lenti prismatiche (prismi percettivi attivi) costruiti su misura per il paziente.

Questi occhiali agiscono sui muscoli oculomotori, allineandoli in modo tale che possano lavorare in perfetta sintonia. Il meccanismo è quello di un reset propriocettivo: il riallineamento e la sincronizzazione dei muscoli oculomotori restituiscono al paziente una visione stabile e corretta, senza influire negativamente sull'acuità visiva.

La compensazione prismatica è però solo il primo passo di un percorso più ampio, che include una ri-programmazione neuro-posturale volta a correggere la percezione anomala che il paziente ha di sé stesso e dello spazio circostante. Pur di mantenere una stabilità visiva, il bambino tende spesso ad assumere posture scorrette che, nel tempo, possono sfociare in disturbi muscolo-scheletrici.

Il Dott. Fanottoli collabora periodicamente con il Dott. Alves Orlando da Silva — specialista in oftalmologia a Lisbona che ha elaborato questo protocollo riabilitativo — per approfondire le dinamiche terapeutiche e condividere i protocolli di lavoro.

Quando portare il bambino da un optometrista

È opportuno richiedere una valutazione optometrica se il bambino presenta uno o più di questi segnali:

Segnale

Possibile correlazione visiva

Salta le righe durante la lettura

Difficoltà nei movimenti saccadici

Perde il segno frequentemente

Instabilità della fissazione

Avvicina molto il libro agli occhi

Ipermetropia non corretta

Si stanca rapidamente leggendo

Problemi di accomodazione

Confonde lettere simili (b/d, p/q)

Deficit visuo-percettivo

Tiene la testa inclinata leggendo

Compensazione posturale

Lamenta mal di testa dopo la lettura

Sforzo oculomotorio eccessivo