Centratura delle lenti in soggetti con posizione anomala del capo
Articolo a cura di Luca Giannelli, Optometrista – Ortottista e Formatore ECM Intervision
Introduzione
In presenza di soggetti che mostrano una Posizione Anomala del Capo (PAC) bisogna orientarsi sulla causa che provoca la posizione anomala del capo, ovvero differenziare una PAC tra priorità visiva da altra causa come, ad esempio, quella osteo-muscolo-articolare.
I compensi posturali
Attraverso il canale visivo, il cervello acquisisce più dell’ 80% delle informazioni che provengono dall’esterno e, tramite le sue numerose interconnessioni neuro-motorie, modula in tempo reale le funzioni statico-cinetiche del corpo. Oltre che rispondere ad automatismi neuromotori, l’assetto posturale esprime anche delle compensazioni necessarie all’organismo per svolgere funzioni che altrimenti non potrebbero avere luogo, oppure verrebbero effettuate in modo gravoso.
Durante l’esame visivo, l’anamnesi e l’osservazione dell’utente ci consentono di cogliere numerosi compensi posturali effettuati automaticamente dal Sistema Nervoso Centrale, per adattarsi alle sequele di un trauma, di una disfunzione oppure all’ambiente occupazionale.
Tra i diversi adattamenti posturali di interesse visivo, c’è la Posizione Anomala del Capo (PAC) che si presenta frequentemente nella pratica clinica e che ha un evidente impatto sulla funzione visiva, oltre che sull’ approntamento del mezzo compensativo, in termini di centratura e di scelta della geometria più adeguata.
La posizione anomala del capo (PAC)
Da un punto di vista clinico si definisce torcicollo l’assunzione permanente o frequente di una Posizione Anomala del Capo (PAC) rispetto all’asse del corpo. A seconda della posizione assunta dal capo distinguiamo:
- Torcicollo orizzontale: capo ruotato sulla spalla destra o sinistra
- Torcicollo torsionale: capo inclinato (tilt) sulla spalla destra o sinistra
- Torcicollo verticale: flesso-estensione del capo (mento abbassato o elevato).
Valutazione differenziale tra posizione viziata del capo di origine visiva e di altra natura
In presenta di PAC è necessario fare una distinzione tra un torcicollo di tipo oculare da altra eziologia:
Occlusione di un occhio
Se il problema è di origine visiva, occludendo l’occhio causa dell’anomalia posturale, il soggetto in un tempo relativamente breve (circa 30 sec.) tenderà ad assumere spontaneamente la posizione corretta o diminuirà l’angolo d’inclinazione del capo.
PAC e test visivi in ambiente
Per valutare se la PAC promuove un miglioramento dell’efficienza visiva risulta utile indagare il comportamento dei due occhi nelle due principali posizioni del capo: quella spontanea assunta dall’utente (che si trova in PAC) e quella con la testa dritta sull’asse verticale.
Quali sono i test da realizzare?
I test di base che è opportuno somministrare sono questi:
- Test della motilità oculare (MOE) per valutare la normofunzionalità dei muscoli extraoculari ovvero la presenza di restrizioni o deficit che interessano una zona dello spazio visivo di competenza di un muscolo o di un gruppo di muscoli extra oculari.
- Test fusionali (es. filtro rosso, luci di Worth) per la valutazione della stabilità fusionale eseguita anche a diverse distanze e nelle principali posizioni di lavoro visivo. Per esempio con l’ adozione di lenti progressive si esegue il test del filtro rosso da vicino principalmente con gli occhi abbassati, unico luogo dove è presente il valore addizionale che serve per la lettura.
- Test per la valutazione eteroforica (es. test di Maddox) soprattutto per quantificare la presenza di eteroforie verticali che spesso promuovo PAC di compenso.
- Test della convergenza volontaria poiché in posturologia la mancanza di una convergenza alla radice naso è indice di uno squilibrio che si può ripercuotere su tutto l’assetto posturale(17, 18, 19).
Conclusioni sulla posizione anomala del capo
La PAC interferisce sempre con le regole di centratura classiche delle lenti oftalmiche. In funzione della causalità della PAC, è possibile modulare le centrature per migliorarne la correttezza e di conseguenza, la confortevolezza nel porto, rispettando al meglio l’equilibrio posturale del soggetto. Rispondiamo sinteticamente alle tre domande che ci si è posti nell’introduzione.
- “In che modo posizionare correttamente i centri ottici delle lenti?”. In funzione dell’orientamento eziologico della PAC e controllando che la scelta adottata non alteri il quadro visivo e posturale.
- “La PAC è in una posizione consolidata e stabile oppure il quadro che si osserva rappresenta una fase temporanea quindi è variabile?” La PAC è per definizione variabile ma ha un range di modificazione limitato.
- “È appropriato centrare le lenti mantenendo la PAC del soggetto o invece è più opportuno centrarle con la testa in posizione dritta?”. È corretto in entrambi i modi perché dipende dal risultato ottenuto somministrando il test visuoposturale.
Vuoi saperne di più sulla centratura delle lenti?
Leggi l’ approfondimento su come effettuare una corretta centratura delle lenti sul blog del dottor Francesco Fanottoli
Appendice sul tema
- Falso positivo: i falsi positivi sono soggetti che pur essendo “sani” danno al test una risposta positiva ossia si comportano come se fossero “malati” senza esserlo.
- Specificità: rappresenta la capacità di un test di identificare correttamente i soggetti sani.
- Entrate recettoriali: corollario di recettori che ricevono stimoli sia dall’ambiente esterno sia recettori sensitivi che ricevono stimoli dal proprio corpo.</>
Bibliografia
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